Misurare il benessere dei territori: il contributo del Bes delle province

Lo scorso 14 marzo si è tenuto, presso l’Aula Magna dell’Istat a Roma, il convegno dal titolo “Misurare il benessere dei territori: il contributo del Bes delle province”. L’incontro è avvenuto in chiusura delle prime attività progettali, terminata con la pubblicazione del terzo rapporto “Il Benessere Equo e Sostenibile delle province” ed ha inteso avviare la successiva fase di sviluppo di un Sistema Informativo Statistico (SIS) che permetta di effettuale una misurazione del BES e di porla al servizio della programmazione, del monitoraggio e della valutazione di impatto delle politiche.

Il Progetto “Il Benessere Equo e Sostenibile delle Province”, nato da un’iniziativa realizzata nel 2011 dalla Provincia di Pesaro e Urbino, si è sviluppato sulla base di una cooperazione inter istituzionale ISTAT, CUSPI (Coordinamento degli Uffici di Statistica delle Province Italiane) e USPI, con l’obiettivo di valutare il BES di un territorio di Area Vasta e di mettere in luce il contributo che l’azione dell’Ente può apportare al benessere della comunità.

Dall’anno della prima sperimentazione, il Progetto ha coinvolto un numero sempre maggiore di territori e ha condotto alla pubblicazione di un primo rapporto nel 2013, un secondo rapporto nel 2014 composto da 21 singoli fascicoli provinciali e un primo studio pilota e infine un terzo, nel 2015, redatto sulla base del coinvolgimento di 13 regioni e 25 aree vaste tra Province e città metropolitane e composto da 25 fascicoli provinciali e uno studio nazionale.

Gli approfondimenti provinciali sono stati sviluppati su una base informativa statistica di 82 indicatori - selezionati con riferimento all’iniziativa di livello nazionale CNEL e ISTAT con l’aggiunta di altri indicatori generali e specifici - declinati nelle 11 dimensioni del BES nazionale (Salute, Istruzione e Formazione, Lavoro e Conciliazione, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni,  Sicurezza, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi).

Lo studio nazionale è stato redatto, successivamente, con l’obiettivo di analizzare somiglianze e differenze e di accomunare i territori per far emergere situazioni di deprivazione, punti di forza e di debolezza. Sulla base di un sottoinsieme di 26 indicatori appositamente selezionati e della loro declinazione nelle 11 dimensioni già definite, sono stati individuati quattro gruppi di province: il gruppo NORD OVEST e Roma – , il gruppo Nord Est e Centro, - il Lazio e il Mezzogiorno.  

Particolare interesse, ai fini della costituzione di un modello di welfare cosiddetto delle capacità in grado di autogenerare le fonti per il suo finanziamento e consentire alle persone di incrementare le proprie capacità, è riscontrabile nella dimensione “Relazioni sociali”. Gli indicatori proposti, infatti, […] sono stati organizzati secondo uno schema a tre settori quali drivers del benessere di individui, famiglie e gruppi sociali nei singoli contesti locali e nazionali: Società civile, Famiglia e Mercato; e hanno indagato, tra gli altri, la soddisfazione nelle relazioni familiari e amicali; i livelli di partecipazione sociali, civile e politica, le attività di volontariato, il finanziamento delle associazioni. Pari interesse lo si riscontra nelle dimensione “Conciliazione dei tempi di lavoro e di vita” e “Qualità dei servizi” circa la gestione dei tempi di lavoro e di vita in relazione agli impegni familiari e il legame tra disponibilità di servizi e condizioni generali di contesto in cui vivono e operano i cittadini e le famiglie.

In generale, dallo studio è emersa una netta differenza tra il Nord e il Sud del Paese. In particolare considerando le misure del BES – si legge nelle conclusioni del rapporto -: i gruppi che comprendono le province del Nord Ovest e Roma, del Nord Est e del Centro risultano in vantaggio rispetto alla media italiana per tutti i domini, mentre il Gruppo Lazio e Mezzogiorno e le province del Sud Italia sono tendenzialmente svantaggiate in tutte le dimensioni seppur con punti di forza e opportunità in alcuni domini come Istruzione e formazione, Patrimonio Culturale e Politica.

Riguardo alle prospettive future ed all’implementazione del sistema informativo unico che consentirà la consultazione di dati per vari livelli territoriali il prossimo passo consisterà nella scelta di indicatori di qualità idonei a cogliere le specificità locali e che possano dunque realmente essere una base informativa utile alla programmazione ed alla valutazione delle politiche degli Enti.

Per maggiori informazioni:

http://www.istat.it/it/archivio/181892

http://www.besdelleprovince.it/fileadmin/grpmnt/1225/pubblicazione_nazionale.pdf

Programma Statistico Nazionale 2011-2013